Mi chiamo Carmine Ceraso. Voglio testimoniare dell’opera grande che ha fatto il Signore nella mia vita. Sono un credente da molti anni, anche se c’è stato un periodo in qui mi sono allontanato, il Signore mi ha ricondotto a lui con una maggior fede, non poteva permettere che io mi allontanassi per sempre perché sapeva che nel mio cuore c’era il suo nome “GESÙ”. Con questo voglio ringraziare il Signore per la salvezza dell’anima e della guarigione della mia infermità.

Era una mattina del gennaio 2013, mi alzai con una fitta al seno destro, nel pomeriggio mi feci controllare dal mio medico che mi consigliò un ecografia. Quando feci l’Eco l’esito mi turbò, l’ecografo mi consigliò la Biopsia, e cosi iniziò il mio calvario, perché dopo una settimana la risposta fu positiva; diagnosticarono un “TUMORE”.

Nel frattempo la sera dopo mi recai in chiesa come di solito faccio. Nel tempo delle testimonianze presi coraggio, mi alzai e chiesi alla chiesa di pregare per me. Quando il pastore inizio a predicare citò il passo la battaglia di Giosafat (2 cronache 20:15): «Porgete orecchio, voi tutti di Giuda, e voi abitanti di Gerusalemme, e tu, o re Giosafat! Così vi dice il SIGNORE: “Non temete e non vi sgomentate a causa di questa gran moltitudine; poiché questa non è battaglia vostra, ma di Dio.”» Capii che il Signore aveva già preparato ogni cosa. La sua parola colpì il mio cuore e capii che il Signore mi avrebbe protetto, anche la mia comunità pregava molto per me.

In famiglia eravamo tutti molto tesi per quello che dovevo affrontare, dopo tanta attesa arrivò il giorno dell’intervento e ringraziando Dio andò tutto bene, mi ripresi molto in fretta, con la mia volontà e con la forza che il Signore metteva in me. Ritornai a casa sollevato da quell’incubo con tanta speranza. Dopo circa 20 giorni ritirai le risposte della biopsia, purtroppo le risposte non erano buone, si trattava di un carcinoma maligno, conteneva 12 linfonodi con micro metastasi, ma la fede in Gesù non venne meno in me, perché ero sicuro che si sarebbe preso cura di me.

Il periodo più brutto che ho attraversato è stato quello delle chemio: mi furono assegnate 3 chemio a codice rosso e 3 a codice giallo più 30 radio terapie. In quel periodo non capivo cosa mi stesse uccidendo, se la malattia o le chemio. Questo periodo fu lungo e doloroso ma io andavo avanti con fede nel Signore Gesù. Fui ricoverato al Cardarelli per un’infiammazione dell’esofago del 75% causatomi dalle chemio. Intanto mi stabilirono su una barella in corridoio, restando senza mangiare e bere, mi nutrivo con delle sacche di medicinali le quali venivano usate per nutrire i pazienti in coma.

In quel periodo mi sentii crollare il mondo addosso, così angosciato mi consolai distribuendo e leggendo dei bigliettini del calendario che custodivo nella mia Bibbia. Una frase mi colpì molto, essa diceva: “Non dire a Dio quanto è grande il tuo problema, ma di’ al tuo problema quanto è grande il tuo Dio”. Nel frattempo il calvario continuava con le radio terapie. Intanto, la mia comunità continuava a pregare.

Quando ritornai in chiesa, il Signore mise nel cuore del pastore di fare un appello di guarigione e il mio cuore si rafforzò nella fede. Da questa esperienza ringrazio la mia comunità che ha pregato per me e mi è stata tanto vicina, ma la cosa più meravigliosa è che veramente ho potuto sperimentare la potenza e la grandezza di Dio e posso far mie le parole di Giobbe (Giobbe 42:5): “Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora l’occhio mio ti ha visto”.

Con questo grande miracolo che ha fatto in me, do tutta la gloria la lode e la maestà al mio Signore e Salvatore, che mi ha dato la forza di sopportare tutto questo e di poterlo raccontare per la sua gloria.