“Signore ti affido le chiavi della mia vita”

Mi chiamo Louise vengo da Haiti, ho conosciuto il Signore nel 76’ ma già avevo sentito parlare spesso di Lui da mia nonna con la quale ho vissuto fino all’età di 9 anni, poiché mia madre era malata. Quando mia madre venne a prendermi sono passata da una vita vissuta alla luce degli insegnamenti di Cristo, a quella che conduceva lei che non era convertita.
Eravamo in undici in famiglia. Mia madre era commerciante ed era sempre in giro, nonostante fossimo tanti in quella grande casa io mi sentivo sola. Ero a mio agio solo con mia zia, la sorella mia madre, che era mia coetanea. Quando tutti uscivano per lavorare noi restavamo in casa sole e giocavamo. Ma dentro di me c’era sempre un vuoto. Quando la zia si sposò, andò in America ed io rimasi di nuovo sola.
Fu in questo periodo che sentii il Signore che mi cercava, il seme che mia nonna aveva messo in me era vivo e stava mettendo radici. All’insaputa di mia madre iniziai a frequentare una chiesa e all’età di 24 anni feci la mia decisione per il Signore. Andai ad un raduno di preghiera e digiuno in un luogo chiamato “monte Sion”, ancora non avevo dato il cuore a Lui, tuttavia accompagnai i miei nonni. In questo culto particolare il Signore letteralmente mi chiamò usando il pastore, e fu così potente la chiamata che non potei tirarmi indietro, era il 28 luglio del 1976.
Quando mia madre seppe che mi ero convertita mi cacciò di casa poiché non voleva protestanti in casa sua e andai a vivere con i figli di mia zia. Nei primi quindici giorni però (in attesa che arrivassero i soldi che lei mi spediva per l’affitto di questa casa) io andavo di nascosto a casa mia. Dopo la mia giornata di lavoro mi intrufolavo dalla porta di servizio e salivo nella mia camera e dormivo sotto il mio letto per evitare che la mamma, entrando, mi potesse vedere.
Ricordo amaramente quei giorni, per me fu terribile vedere mia madre da lontano e non poterle parlare, per otto anni mi ha rifiutata, anche se per la strada la salutavo, lei strillava per far vedere a coloro che erano intorno che disprezzava i protestanti. Non ho mai provato rancore nei suoi confronti, non potevo, avevo solo lei e la mia preghiera era che il Signore la salvasse. Ciò che dava conforto alla mia vita era solo la Sua Parola:
“Anche se tuo padre e tua madre ti avessero abbandonata io non ti abbandonerò”.

In tutto questo tempo continuavo a lavorare e a vivere con il Signore. Mi sposai con un mio amico dell’adolescenza, Daniele che, in seguito, divenne un predicatore della Parola. Da questo matrimonio nacquero delle bambine, ma mia madre non era presente alla mia gioia. Ho vissuto la mia vita solo con le forze che Dio mi dava, non avendo più nessuno, nei momenti di crisi andavo a Suoi piedi a chiedere forza e coraggio e Lo pregavo affinché mi mantenesse fedele, poiché non volevo proprio affrontare la vita senza di Lui.
Ma ad un certo punto per motivi economici sono dovuta venire in Italia per aiutare la mia famiglia, era il 1979. Andai a lavorare a Napoli e poiché ero diplomata in economia domestica subito trovai lavoro a casa di persone che avevo conosciuto ad Haiti. Dopo un anno, ritornai al mio paese poiché non trovavo la Chiesa e sentivo troppo la mancanza delle mie figlie e della mia famiglia spirituale. La signora con cui lavoravo mi chiamava pazza poiché affrontavo quel viaggio solo per sapere dove fosse la Chiesa. Il mio pastore mi diede l’indirizzo di una chiesa a Vico Equense e una lettera da dare al pastore della comunità, così chiamai la signora dove lavoravo e gli dissi che sarei ritornata in Italia poiché avevo trovato la Chiesa. Così ritornai in Italia e vi lavorai per tre anni e mezzo, mandando soldi ai miei. Nell’85 ritornai a casa mia con l’intenzione di rimanervi per sempre, ma le cose non andavo bene.
La paga che riuscivo a guadagnare in Italia dava la possibilità alla mia famiglia di vivere bene, mentre ad Haiti nessuno mi avrebbe dato lo stesso compenso così si prospettò un’altra partenza.
Quando ritornai per la seconda volta a casa incontrai mia madre e la salutai, ma lei mi respinse poiché nella nostra cultura non esisteva la disubbidienza nei confronti dei genitori e tanto meno il rispondere. Io mi sentivo in colpa perché non riuscivo a darle il rispetto dovuto, ma lei nel rifiutare me rifiutava anche il mio Signore, così gli chiesi perdono per l’offesa che gli avevo arrecata e gli dissi che il mio solo desiderio era quello di farle conoscere lo stesso Dio d’amore che avevo conosciuto io, e che mi avrebbe fatto molto piacere se lei lo avesse glorificato insieme a me.
Io credevo alla promessa del mio Signore: “…credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la casa tua”. Infatti, poco dopo, nel’85, mamma andò alla stessa riunione di preghiera dove il Signore mi chiamò, e lì rispose alla chiamata del Maestro. Mia madre divenne un evangelista efficace fino al giorno in cui il Suo maestro gli disse di riposarsi, andava di paese in paese a predicare l’amore di Dio e fino alla fine è stata per me un incoraggiamento.
Ci sentimmo il 4 novembre del 2005 e lei mi dette, quella che ho sempre definita, la sua eredità spirituale. Mi lasciò il Salmo 34, ancora oggi a me caro nei momenti tristi, e mi disse che il Signore le aveva riferito che era arrivato il tempo in cui poteva riposare. Questo accadde il mercoledì, la domenica mi chiamarono per annunciarmi la sua morte. Non è stato facile per me superare questa prova, avevo vissuto così poco con la mia “nuova mamma” che non mi sembrava vero il fatto che fosse morta. La prova da superare non era facile, di giorno sembravo felice, mentre di notte era un pianto continuo per mia madre; ma, anche in questi momenti tristi, il Signore è stato fedele!
Una notte Mi disse di non piangere più poiché la mia mamma era con Lui, così il mio cuore si calmò e io smisi di piangere per quella mamma persa e poi ritrovata.
Ritornando al mio ultimo ritorno a casa, quando si prospettò una nuova partenza, il mio cuore si rattristò perché non volevo andarmene di nuovo, la Chiesa pregò per me e il pastore prima della preghiera lesse un passo di Geremia 29:11-13:
“Poiché io so i pensieri che medito per voi, dice l’Eterno: pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi mi invocherete, verrete a pregarmi e io v’esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore, e io mi lascerò trovare da voi dice l’Eterno”.
Il Signore mi disse di partire senza timori perché sarebbe stato con me, piangendo di gioia lo ringraziai per la sua fedeltà e per la cura che aveva per me.
Chiamai la signora e gli dissi che sarei ritornata in Italia, anche perché ad Haiti vi fu un colpo di stato ed era pericoloso restare, così partii, ma per mia grande delusione mio marito non volle lasciare i suoi impegni e rimasi sola in Italia.
Frequentavo assiduamente la Chiesa di Secondigliano e, quando non potevo, scendevo sulle mie ginocchia e pregavo il Signore che per me è stato tutto: marito e madre. È stato difficile aceptar di vivere senza di Daniele ma il Signore mi ha dato la forza di pregare for lui.

Nel 1990 il Signore mi fece una promessa in proposito alle mie bambine che mi mancavano molto, mi disse che le avrebbe fatte venire da me; tutti mi dicevano che era impossibile, ma il mio Dio è il Dio dell’impossibile. Mi promise che le avrebbe fatte venire, e a marzo del 1991 tutte e tre le mie figlie vennero in Italia.
Il Signore, tuttavia, rispose troppo in fretta alla mia richiesta, avrei volevo prima trovare una casa adatta per loro, vivendo con una mia parente in una stanza nella sua casa. Ci stringemmo tutte e quattro in quella stanza, e le mie figlie abituate a stare in una grande casa con cameriere, si sentivano come in una prigione; così, mentre loro dormivano, io ai piedi del letto, pregavo il mio Padre celeste che mi provvedesse una casa vicino alla chiesa perché volevo che loro crescessero insieme ai miei fratelli in Cristo. Non dovetti aspettare molto.
Un giorno, il Signore mi spinse a prendere un giornale di annunci dove lessi che ad Afragola, in via Delle Marche, vi era una casa in affitto, non sapevo dove si trovava questo posto, nonostante ciò, ci andai insieme a mia sorella Carol; dovemmo prima trovare il paese e la casa. Mentre ci arrivavo, pregavo nel mio cuore che, questo appartamento, si potesse trovare vicino ad una Chiesa e così fu, il mio Signore aveva previsto tutto anche chi dovevo incontrare.
Ci fermammo nella zona dove attualmente si trova la Chiesa, chiedevo al Signore la guida, domandai informazioni ad una signora riguardo alla casa e alla sua proprietaria. Mi sentivo attratta in un modo particolare da quella donna, così le chiesi se conoscesse i fratelli della chiesa evangelica, lei mi disse di essere la moglie del pastore; il Signore mi fece incontrare la sorella Maria Larino. Così andai ad abitare nella casa dell’inserzione che, anche se piccola, era la nostra.
Le mie figlie erano abituate ad abitare in una ambiente più spazioso, così parlai al mio Padre nel cielo per una casa più grande, un giorno passando per il corso vidi l’insegna “AFFITTASI” per un bel appartamento e dissi alla mia amica che per fede un giorno avrei abitato in quella casa e così accadde. Nel 1996 entrammo in quell’appartamento dove abitiamo tuttora.

Questi sono solo alcuni dei miracoli che il Signore ha compiuto nella mia vita, la sua protezione e la sua guida sono state, e sono il più grande miracolo da quando gli ho affidato le chiavi della mia vita è stato duro andare avanti ma con Lui ho avuto la vittoria e posso dire:
“fin qui il Signore mi ha soccorso”.