
Antonio è nato ad Afragola il 13 Agosto del 1953. All’età di circa diciotto anni, lavorava in un cantiere edile e fece la conoscenza del fratello Manna Nicola, il quale gli parlò per la prima volta del Signore Gesù. Antonio gli parlava spesso, lo ascoltava e a volte gli poneva tante domande provocandolo. In una di queste chiacchierate Nicola lo sfidò chiedendogli di partecipare a un culto per valutare personalmente ciò che lui gli diceva.
Nel 1971 Cipolletta entrò per la prima volta in una Chiesa Cristiana Evangelica, ad Afragola in via Piave 13. Quella sera fu profondamente toccato nell’ascoltare la Parola del Signore, ed ebbe una conferma personale sull’esistenza di Dio. Credeva a modo suo in Dio, ma avvertendo la Sua presenza fugò ogni dubbio residuo sulla Sua esistenza; conobbe Maggio Massimo e Silvano Masullo che lo riaccompagnarono a casa dopo il culto. Partecipò ai culti per qualche settimana e il Signore toccò il suo cuore, ma poi ricominciò a uscire con i suoi amici di sempre. Amava seguire lo stile e le abitudini dei giovani di quel tempo, portava i capelli lunghi e vestiva in modo estroso.
Passarono circa sei anni da quella prima esperienza col Signore; nel frattempo si sposò con Giuseppina Piscopo nel 1973 il 6 Giugno. All’età di ventiquattro anni, dopo la nascita dei figli Nando e Angelo, perse il lavoro, rimanendo disoccupato per circa quattro mesi, per cui cadde in depressione. Non riusciva a dormire la notte, aveva spesso attacchi di panico e avvertiva paura e angoscia al punto che sentiva il terreno tremare sotto i piedi. Dovette ricorrere a uno psicologo che gli prescrisse psicofarmaci, che alleviarono i sintomi, ma gli annebbiavano la mente; si sentiva senza energie e svuotato, convinto di essere arrivato alla fine della sua vita.

Nonostante il suo stato confusionale, realizzò che l’uomo non avrebbe potuto aiutarlo, non riuscendo a comprendere il malessere che avvertiva dentro. In questo stato di apatia e scoraggiamento sentiva nella mente: “Ritorna lì dove hai sentito la mia presenza” e comprese che era Gesù a parlargli. Sapeva che Maggio Massimo passava ogni mattina per la strada vicino a casa sua; quando lo vedeva, gli faceva piacere, ma si nascondeva per vergogna. Nel periodo di depressione desiderava incontrarlo, ma nonostante si sedesse spesso su un muretto ad aspettarlo, stranamente Massimo non passava più per quella via.
La disperazione era tanto forte che prese coraggio e si recò in Chiesa con la moglie. La terza volta trovarono aperto e videro arrivare la famiglia Fonso ed entrarono insieme a loro. Antonio era seduto nei banchi e si sentiva indegno, ma fece una semplice preghiera: “Signore, se è vero che tu sei qui, guariscimi”. Durante il culto sentiva che le catene del male si stavano spezzando. Capì subito di essere stato guarito dalla depressione; il Signore lo salvò quella stessa sera e, mentre tornava a casa, il suo unico desiderio era di leggere la Bibbia. Prese un quaderno e una penna rossa con cui scrisse tutti i passi che più avevano toccato il suo cuore.
Circa tre mesi dopo il Signore lo liberò dal vizio del fumo. Una sera Maggio gli disse: “Antonio, il Signore vuole che tu ti battezzi, ma il fumo non si addice a un figliuolo di Dio”. Appena arrivato a casa, s’inginocchiò accanto alla culla del suo bambino e pregò ardentemente per essere liberato. Il giorno dopo si rese conto che non ne aveva più bisogno. Il 19 Novembre del 1978 scese nelle acque battesimali. Subito iniziò a evangelizzare, accompagnando il fratello Maggio. Antonio fu poi battezzato nello Spirito Santo nel 1986, il 15 luglio a Roccamonfina. Da quel giorno iniziò per lui una vita spirituale più intensa e i fratelli iniziarono a impegnarlo nella predicazione.
I coniugi Cipolletta iniziarono a sentire una chiamata particolare per l’evangelizzazione. Continuarono le riunioni in casa e molte anime furono salvate. Un episodio particolare riguarda la visita a un uomo a Poggioreale che aveva una gamba in cancrena; Antonio pregò con lui e la settimana dopo lo ritrovò guarito che camminava in giardino. Un altro episodio riguardava uno zio della sorella Asciuti Antonietta, che non dormiva da un mese: dopo la preghiera, l’uomo fu guarito e tornò a muoversi agilmente nonostante l’età.
Nel 1986, dopo essere stato battezzato nello Spirito Santo al campeggio, gli fu affidata la classe dei giovani della Scuola Biblica Domenicale. Molti di quei giovani oggi sono impegnati nel ministerio. Il gruppo di credenti a Volla crebbe e nacque l’esigenza di un locale. Antonio fece un sogno in cui vide una Chiesa mai vista prima; poco dopo i fratelli trovarono un locale e quando lui vi entrò capì che era lo stesso visto in sogno.

Il fratello Gennaro Russo, suo pastore, gli comunicò la proposta del Consiglio di diventare responsabile della comunità di Volla. Inizialmente rifiutò, ma la voce dello Spirito Santo lo rimproverò. Nell’estate del 1991 a Roccamonfina chiese un’ulteriore conferma: quella estate tutti e tre i suoi figli furono battezzati nello Spirito Santo. Così accettò l’incarico. In tre anni la comunità crebbe ancora e nel 1993 si trasferirono nella centrale via Giosuè Carducci n.7, sede attuale.
Anche Antonio è stato vittima della Pandemia di Covid e fu ricoverato al Cotugno. Il Signore non si è mai allontanato dal suo letto. Quando riuscì a parlare senza l’ossigeno, presentò il Signore agli infermieri e regalò una Bibbia a ognuno di loro con una dedica. Antonio serve il Signore da anni; i suoi cantici preferiti sono “Meraviglioso” e “Signore Vengo a Te”, mentre il passo che porta nel cuore è Giosuè 1:5: “Io non ti lascerò e non ti abbandonerò”.
Ai giovani Antonio dice che è necessario predicare con consacrazione il ritorno del Signore per entrare nell’atmosfera del cielo. Li sprona a coinvolgere i coetanei e a ricercare la potenza dello Spirito Santo, affinché le difficoltà della vita possano essere affrontate con coraggio e risolutezza.
(N.d.r. la presente testimonianza ci è stata rilasciata il 16 Settembre 2021)