
Fioravante Consoli è stato un uomo di Dio fortemente usato per la nascita e l’affermazione di tante Comunità Evangeliche in Campania, come le chiese di Caserta, Casagiove, Cardito, Caivano, Castel di Sasso, Santa Maria a Vico, Afragola, Casoria, Frattamaggiore, Marcianise e Riardo. Vi riportiamo la sua testimonianza attingendo informazioni da un volantino pubblicato in occasione del centenario ADI e dai suoi quaderni personali, concludendo con un approfondimento sulla sua vita attraverso il ricordo del nipote, Giovanni Masullo.
Fioravante nacque il 4 Luglio del 1899 a Sacco, un piccolo paese della provincia di Salerno. Le gravi difficoltà dell’Italia d’inizio secolo costrinsero suo padre, Francesco Consoli, a sottrarlo alla scuola per impiegarlo nell’azienda agricola di famiglia. Dotato di una vivida intelligenza, Fioravante amava molto lo studio e, nonostante la mattina fosse sempre impegnato nei campi, all’età di 10 anni prese a frequentare la scuola serale, finché nel 1909 ottenne la sospirata licenza di terza elementare.
Nel 1914 scoppiò la Grande Guerra e così, tre anni dopo, partì militare nel 94° reggimento fanteria dell’esercito, con destinazione Schio, in Trentino, nelle retrovie del fronte austriaco. Mentre era in viaggio verso il fronte, sul treno salì un uomo che aveva in mano un libricino e gridava: “Il libro contro i preti!”. Consoli, spinto dalla curiosità, ne comprò uno per 0,50 centesimi di lire: era il Nuovo Testamento. Leggendo i Vangeli e le Epistole, fu molto confortato. Al fronte assistette alla disfatta di Caporetto e alla successiva, disperata resistenza dei soldati italiani sul Piave sotto il Generale Diaz. Nel mese di ottobre del 1918 fu tra i primi a varcare il confine tra Vittorio Veneto e S. Donato del Piave.

Nel 1919, durante gli scioperi della “Settimana Rossa”, fu inviato a Roma per il mantenimento dell’ordine. Mentre era in libera uscita a Scalo S. Lorenzo, si avvicinò a una bancarella di libri. Il proprietario, notando il suo interesse, estrasse da una cassa un libro nero con i bordi rossi: era la Sacra Bibbia. Consoli la acquistò per 1,60 lire. Fu per lui un grande tesoro che leggeva attentamente ogni volta che poteva, senza stancarsi mai.
Trascorse l’ultimo anno di servizio in Basilicata, dove iniziò a frequentare comunità evangeliche e ad appassionarsi alle cose di Dio. A Bologna, durante un incarico, ascoltò con gioia la predicazione della Parola. Successivamente, tra Matera e Altamura, conobbe il pastore Salomone e il fratello Alessio Festa, che lo incoraggiarono nella fede. Nel febbraio del 1921 ottenne il congedo e il 5 maggio dello stesso anno sposò Teresa Accetta, sua compagna fedele per tutta la vita.
Rientrato a Sacco, nonostante l’opposizione dei preti che scomunicavano chi possedeva Bibbie, invitò il fratello Festa a predicare. Le riunioni, tenute in casa del padre di Fioravante, erano sempre piene di persone incuriosite o assetate della Parola. Il 6 Gennaio del 1922, Fioravante e suo padre fecero patto in acqua nel fiume Sarno: nacque così la prima Chiesa Pentecostale della Campania.
Nel 1923, a causa di gravi difficoltà economiche, emigrò in America. Dopo varie esperienze in California come piastrellista, si stabilì a New York dove imparò il mestiere di barbiere. In quegli anni conobbe i pionieri Francescon e Lombardi, iniziando a esercitare il ministero della Parola. Nel 1928, sentendo la mancanza della famiglia, tornò in Italia.

Iniziò allora una vasta campagna di evangelizzazione nel casertano, collaborando con il fratello A. Pagano. Divenne pastore a Caserta e fondò numerose comunità. Nonostante la caduta del fascismo, nel 1952 fu arrestato a Riardo insieme ad altri sette credenti a causa della circolare Buffarini-Guidi, ancora vigente. Tuttavia, fu assolto sia dal pretore di Teano che dalla Corte di Cassazione, segnando una vittoria storica per la libertà religiosa in Italia.
Negli anni successivi continuò il suo servizio con zelo, acquistando un locale di culto a Caserta nel 1958 e interessandosi, negli anni ’70, ai profughi dello Zaire ad Aversa. Rimase un modello di fedeltà fino al 17 febbraio 1987, quando il Signore lo chiamò a Sé.
Il nipote Giovanni lo ricorda come un uomo dal carattere forte ma docile, che amava predicare con semplicità. Era un uomo che non serbava rancore, pronto a perdonare subito ogni offesa. Un episodio curioso riguarda l’acquisto del primo televisore: nonostante le critiche di molti credenti dell’epoca, Fioravante sosteneva che la tecnologia non fosse un male in sé, ma che spettasse al credente controllarla e usarla correttamente. Questo testimonia la sua visione lungimirante: era convinto che, guidati dallo Spirito Santo, i credenti dovessero imparare a usare i nuovi strumenti per il bene, senza lasciarsene dominare.
